Basket e cricket: la Strana Alleanza che ha messo il calcio in un angolo

Canestri di via Kolbe, Mestre Venezia

 

Fino a qualche tempo fa, quando passavo nelle vicinanze di un campo da basket, avevo la tendenza a guardare solo di striscio. Dissimulavo il mio istintivo interesse per quanti stavano giocando dentro ai quattro lati nel timore di scoprire che nessuno stava né palleggiando, né cercando di “metterla da tre”, ma soltanto partecipando all’ennesima partita di calcetto con le basi dei canestri usate come improvvisate (e meritatamente pericolose) porte. Il mio comportamento non era altro che un lontano retaggio d’infanzia, quando la mia amata pallacanestro, e la mia vecchia Reyer, venivano messe in un cono d’ombra dall’invadente, bulimico e soverchiante calcio.

Da qualche tempo però su quegli stessi campi, dove ancora qualche anno fa mi sarei imbattuto nove volte su dieci nella versione ridotta dell’Onnipresentediopallone, qualcosa è cambiato. Da qualche tempo sul campo di via Kolbe a Mestre ad esempio,  il gioco Mangiamorte per eccellenza, il Nulla pallonaro che in Italia si mangia la Fantàsia dello sport, è stato relegato ai confini di questo piccolo microcosmo a due passi da Corso del Popolo. Basket e cricket. Il merito è di questa Strana Alleanza. Lo sport che da più tempo nobilita e tiene insieme laguna e terraferma e il nuovissimo gioco antico arrivato da pochi anni con i flussi migratori dalle ex colonie inglesi. Basket e cricket. Due discipline che non hanno alcun punto in comune, se non quello di rappresentare, almeno qui, la rivalsa all’unisono di tradizione e contemporaneità.

Due giochi di squadra che hanno guadagnato spazio e tempo, per motivi diversi e con un effetto comune . Da una parte il ritorno in auge del basket, trascinato dai successi della Reyer Venezia maschile e femminile; dall’altra le misteriose geometrie del maggiore lascito sportivo del fu impero britannico in Asia, giunto nell’Alto Adriatico con la massiccia ondata migratoria arrivata dal Bangladesh nei primi anni Duemila e concentrata tra i quartieri di Mestre più vicini alla stazione e i cantieri navali di Marghera. Si dà il caso poi che proprio da queste parti sia cresciuta una delle migliori squadre di cricket d’Italia, capace di vincere uno scudetto under 19 giocando su un prato strappato alla periferia, nel quartiere di Campalto, più a nord, a due passi dalla laguna.

Da qualche tempo guardo con più tranquillità quello che succede sul campo di via Kolbe. Semmai mi dispiaccio nel vedere gli sforzi di qualche ragazzino costretto a sviluppare una mira innaturale, a causa della cronica mancanza di retine appese ai canestri. Altre volte sono proprio costretto a guardare, se non voglio beccarmi una palla da cricket (che per la cronaca pesa circa 150 grammi e non ha bisogno delle mie scarse conoscenze di fisica per farmi capire che ad una qualsiasi velocità sarebbe quantomeno dolorosa) sulla testa o su qualche altra meno nobile del corpo. Ma anche succedesse, per una volta, probabilmente farei finta di niente e mi guarderei indietro, un po’ di striscio.

Alessandro Tomasutti

 

Note a bordo campo

Fondo: cemento, uniforme in buone condizioni.

Canestri: strutture monopalo; anello sul lato verso la palestra piegato a destra; mancanza frequente di retine.

Accesso: pubblico, aperto a tutte le ore.

Indirizzo: via Kolbe, Mestre Venezia.

 

(foto di Alessandro Tomasutti)

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