Rumore bianco

Campo San Giacomo dall'Orio, Venezia

 

«Bomp, bomp»

Arriviamo in campo San Giacomo dall’Orio da calle del Tintor. E’ sabato pomeriggio e come ogni pomeriggio il campo diventa il luogo più bello dove stare a Venezia. Palloni che saltano, biciclette che cadono, borse della spesa che si rovesciano.

«Bomp, bomp»

Intorno al pozzo qualcuno gioca a pallone, un’amichevole mista figli-genitori, che si svolge in più direzioni, lungo assi perpendicolari a geometria variabile. L’area di gioco è delimitata dai palazzi, dal canale e dal buon senso dei giocatori. Sulle panchine si trovano due principali categorie di creature: lettori di libri gialli e genitori esausti.

«Bomp, bomp»

Claudia e Riccardo stanno cercando invano un locale dove poter festeggiare il battesimo di Andrea. Anche qui un altro bar li respinge senza cortesia. Sembrano Maria e Giuseppe a Betlemme in cerca di una grotta. Qui si lavora solo con i turisti. I bambini non interessano a nessuno (eccetto se si tratta di figli di turisti).

«Bomp, bomp»

Poco dopo incontriamo una famiglia di loro conoscenti. Il bambino più piccolo è dotato di pallone d’ordinanza e di due enormi occhi neri come la sua pelle. Occhi e pelle brillano al contrasto con il chiarore dei masegni. La breve conversazione convenzionale si intreccia con le traiettorie dell’amichevole figli-genitori.

«Bomp, bomp»

All’improvviso mi rendo conto di questo rumore bianco che punteggia il sottofondo di voci, pedali e palloni sintetici. Mi metto in ascolto e noto un retrosuono metallico, come di un oggetto che vibra a causa di un fissaggio non congeniale. Il suono principale ha la voce del legno percosso da un corpo elastico e l’intervallo semi-regolare tra un battuta e l’altra è perfettamente compatibile con un’attività ludica.

«Bomp, bomp»

Adesso ne colgo anche la provenienza. Viene dall’altra parte del muro che costeggia la chiesa e crea un spazio vuoto tra due dei quattro bracci dell’edificio a croce greca. Il sospetto diventa ipotesi. L’ipotesi diventa curiosità. Mi allontano dalla conversazione convenzionale. Salgo i gradini del ponte. Non riesco a vedere bene. Mi alzo in punta dei piedi. Manca poco. Mi sporgo sulla spalla del ponte sopra il canale, cercando l’angolo giusto.

Guardo.

«Bomp, bomp»

Canestro.

 

Note a bordo campo

Struttura: tabellone di legno fissato a muro.

Fondo: non rilevato.

Accesso: attraverso il patronato della chiesa.

Indirizzo: Campo San Giacomo dall’Orio, Venezia, Italia.

 

(foto di Alessandro Tomasutti)

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