Capolavoro a cielo aperto in cerca d’autore

Campo da basket in riva al mare

Forse bisognerebbe dar retta a Predrag Matvejevic, moderno cantore e classificatore del Mare Nostrum, che nel suo “Breviario Mediterraneo” invita ad astenersi dal descrivere luci e colori che parlano già da sé. “Le albe e i crepuscoli sono stati paragonati ad ogni sorta di fenomeni. E’ la ragione per cui non oso parlarne. Meglio di chiunque altro le conoscono i pescatori e i marinai, che hanno maggior titolo di farlo: allo spuntar dell’alba il mare e il cielo sono dello stesso colore, tanto è difficile distinguerli uno dall’altro”.

“I tramonti del sole dietro la costa e il suo affondare in mare si ripetono in continuazione: non può essere che così. Le descrizioni che li riguardano si somigliano più di quanto non sarebbe necessario. Ma la colpa di ciò va piuttosto attribuita alla riva che al Mar Mediterraneo”.

Se poi ci si ricorda che Omero evoca per cinque volte “Aurora dalle dita di rosa” durante il peregrinare di Ulisse lungo le coste mediterranee, bisognerebbe proprio tornare a più miti consigli.

Ma più che un paesaggio, quello offerto da Rovigno è un affresco a cielo aperto. La tecnica pittorica è sempre la stessa e gli strumenti i più collaudati possibili. Manca solo l’autore. Di giorno le pareti della chiesa di Sant’Eufemia e del suo campanile assorbono il calore del sole. La pietra d’Istria, di un bianco denso e levigato, funziona da perfetta base per l’assorbimento del colore.

Il quotidiano capolavoro si completa di sera, quando la luce del sole, che si immerge a ovest nel mare, rilascia gli ultimi raggi. Il rosso del tramonto si impasta con il riflesso dell’acqua e si riverbera sulle case sopra il molo. Nel frattempo la pietra libera il calore accumulato durante la giornata e si colora di rosa, emanando un alone magico intorno alla penisola.

Il tutto dura non più di mezz’ora, un’ora, a seconda del momento dell’anno. È un po’ come assistere ad un’eclissi di luna, o alle eruzioni notturne di vulcano in mezzo al mare. Solo che qui il fenomeno è il frutto di un ultracentenario equilibrio tra uomo e natura. Giocare su questo campo la sera non è possibile, per un eccesso di bellezza.

Il bianco e nero dell’immagine che apre questo post è un limite davvero imperdonabile. Per questa volta i colori, metteteceli voi.

Alessandro Tomasutti

 

Note a bordo campo

Struttura: monopalo; retina in precarie condizioni. Canestro presente su solo un lato del campo.

Fondo: cemento misto a sabbia, difficilmente praticabile.

Accesso: libero, nell’area compresa tra un bar e un ricovero per imbarcazioni.

Indirizzo: Ulica Braće Braiković, Rovinj, Croazia

(foto di Alessandro Tomasutti)

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