Mese: dicembre 2014

Di là dal ponte, il richiamo dei tiri proibiti

Campo da basket a Santa Marta

 

Trent’anni fa, di là da quel ponte di legno, era zona off limits. Vietato andarci, specie noi bambini. Zona pericolosa, angolo periferico di Venezia, zona di tossici, malviventi e chissà quali altri pericoli. Ma il richiamo di quel rettangolo e di quei due cerchi miracolosamente appesi ai rispettivi tabelloni era troppo forte. E allora in gruppo ci si dava coraggio.

Di nascosto dai genitori, scarpe di tela ai piedi, pallone Mikasa di proprietà del bambino viziato della compagnia, si andava. Era deserto allora quel campo. Nessuno ci giocava. Intorno sostavano un po’ di balordi, mentre su di un lato incombeva la facciata lugubre dell’asilo dei poveri, vuoto di giorno ma tristemente animato la sera. Continua a leggere

La rambla dei canestri. Le due anime di Vilanova i la Geltrù

Canestri Vilanova Geltrù

 

Non fosse per la ferrovia, che in prossimità del mare la taglia in due, sarebbe la rambla più lunga di Catalunya. Più lunga anche di quella di Barcellona. Almeno così dicono della Rambla Principal qui a Vilanova i la Geltrù, località di mare della Costa Daurada, una ventina di chilometri a sud della capitale catalana.

La sua pur ragguardevole lunghezza non è la caratteristica peculiare di questa splendido corso pedonale lastricato, ornato di palme e di un’infinita successione di bar e locali, frequentati a tutte le ore di tutte le stagioni da persone di tutte le età. Continua a leggere

Nel Perigord, dove anche i canestri stanno sotto il livello del cielo

La Roque Gageac

 

Questo posto ha una particolarità. Non ti accorgi di arrivarci. E nemmeno una volta arrivato, capisci bene dove sei. Sceso dai comprensibili declivi di Figeac e lasciatoti alle spalle le pendici del Massiccio Centrale, ti intrufoli tra i muretti a secco delle fattorie, ti infili tra gli ulivi e le anatre. Attraversi il Perigord e hai l’impressione che da un momento all’altro entrerai in casa di qualcuno e che ti dovrai girare nel piazzale dopo aver elemosinato qualche indicazione.

Prosegui e credi che più giù di così non si possa andare. E invece, il castello che vedi lì vicino, di fronte a te, non è disteso ma arrampicato. Sta su uno sperone di roccia (cosa ci fa della roccia lì, se intorno non c’è che verde?). E non puoi mica raggiungerlo con due salti, prima devi scendere un ripido canyon in miniatura. Continua a leggere