La rambla dei canestri. Le due anime di Vilanova i la Geltrù

Canestri Vilanova Geltrù

 

Non fosse per la ferrovia, che in prossimità del mare la taglia in due, sarebbe la rambla più lunga di Catalunya. Più lunga anche di quella di Barcellona. Almeno così dicono della Rambla Principal qui a Vilanova i la Geltrù, località di mare della Costa Daurada, una ventina di chilometri a sud della capitale catalana.

La sua pur ragguardevole lunghezza non è la caratteristica peculiare di questa splendido corso pedonale lastricato, ornato di palme e di un’infinita successione di bar e locali, frequentati a tutte le ore di tutte le stagioni da persone di tutte le età.

L’osservatore di passaggio non lo direbbe mai, ma la Rambla Principal è a sua volta divisa in due, longitudinalmente. Da una parte c’è Vilanova, dall’altra La Geltrù. O meglio c’erano, perché i due paesi si sono da decenni fusi in un unico centro abitato, senza però perdere le loro rispettive particolarità.

Forse è in omaggio a questa doppia identità che la chiesa di San Antoni, la più importante della città, possiede due entrate e due facciate facilmente interscambiabili. L’ingresso principale infatti non è quello che si raggiunge esattamente a monte della Rambla Principal, ma quello sul lato opposto, più nascosto, a cui si accede dai vicoli imprevedibili di La Gelrtù.

Un po’ paese, un po’ città. Vilanova i la Gertù conserva l’intima prossimità del villaggio e si apre ai ritmi dell’agglomerato urbano, senza snaturarsi. Questa città scende ai piedi delle colline, dove si produce in gran quantità e qualità il cava, lo spumante catalano, scorre verso la costa e negli ultimi metri diventa Barrio de Mar, a sua volta un mondo a sé stante, fatto di edifici colorati, strade sconnesse e bar che si trasformano in ristoranti di pesce “super-cutres”, ovvero un po’ più che alla mano, ma ideali per chi alla forma preferisce la festa.

Proprio qui, poco dopo il sottopasso, in uno squarcio del piano regolatore cittadino, si stagliano due canestri. Pochi passi dalla parte di Vilanova e ci si ritrova in una spianata inondata di luce, tra edifici in costruzione e la linea ferroviaria. Sarà che è uno dei pochi spazi aperti del centro, ma qui pare di smarrire ogni punto di riferimento. Un senso d’incertezza e di fatalismo molto mediterraneo sembra prendere il sopravvento.

Tutto l’opposto della sicurezza con la quale, anche qui a Vilanova, i “catalani parlanti” sembrano marciare verso la loro indipendenza dallo Stato spagnolo. Alla ricerca di un’identità perduta che però non contempla né doppi, né dubbi.

Alessandro Tomasutti

Note a bordo campo

Struttura: monopalo con tabellone traforato e retine in metallo.

Fondo: cemento, non delimitato da barriere.

Accesso: libero.

Indirizzo: Carrer de la Boia, Vilanova i la Geltrù, Catalunya, Spagna

(foto di Alessandro Tomasutti)

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