Mese: giugno 2015

Picasso, se io prendo un canestro e schiaccio…

Picasso

 

Oh, Picasso? Hai studiato il movimento? Picasso, se io prendo… sei io prendo un canestro e schiaccio, e poi… Picasso? Hai visto la struttura in acciaio? Picasso, gli edifici e il quadrato: è come un’esplosione di cristallo. Picasso, il pallone. L’hai scordato? Picasso, hai messo questo pezzo e io ho segnato. Ho segnato su un trapezio. Picasso, non c’è gara e non c’è tempo. E io gioco con la mano e con il nervo. Mi scompongo, apoteosi di un campetto. Picasso, anche il restauro e il filamento. Tutto ha un posto e un senso nel concetto. Due su due, quattro su quattro: ogni tiro, ogni palleggio è sovrimpresso. Che me ne faccio? Che me ne faccio di un tubo così fesso? Io l’ho visto, tu mi dici: io l’ho visto mentre tu stavi partendo. Terzo tempo, primo passo, arrivo al ferro. Sono ormai contemporaneo e in mutamento. Ho segnato? Ho sbagliato? Gioco fermo? Cosa resta se frantumi il mio possesso? Picasso? Stai ascoltando? Se io prendo un canestro e schiaccio…

Francesco Sarti

Note a bordo campo

Struttura: monopalo cilindrico; tabellone a parte.

Fondo: cemento.

Accesso: libero.

Indirizzo: via Rielta, Mestre – Venezia

(foto di Alessandro Tomasutti)

Questo non è mai riuscito neanche a Michael Jordan

arcobaleno

Hai sentito che caldo arabo? Un giugno così c’è stato solo nel ’96. L’anno della maturità. Ricordi?

E come se ricordo. Per una sana educazione bisogna evitare gli eccessi. Plutarco, traduzione di greco. Mancava un fottuto iota sottoscritto. E tutti a spaccarci la testa su un aoristo che non esisteva.

Altri modi. Altri tempi. Quell’anno Milano, con Tanjevic, Bodiroga e Gentile (padre) vinceva lo scudetto.

E la tua adorata Fortitudo coglieva la prima di una gloriosa serie di sconfitte.

È vero. Però ci giocava il mio idolo Sasha Djordjevic, ma non andiamo oltre. Altrimenti penso ai Johnson-Odom e ai Tony Mitchell di oggi e mi viene da svuotare una scatola di Prozac.

Dimmi allora. Continua a leggere

La diplomazia dei canestri che riavvicina Usa e Cuba

Antilla

 

In apparenza è solo un canestro malandato in riva al mare. Sembra soltanto un campetto dimenticato dalle parti della ferrovia, ricostruito con buona volontà e una certa dose di ingegno per via di quella curiosa protesi per il minibasket agganciata sul simulacro di un tabellone che non c’è più. Continua a leggere