Picasso, se io prendo un canestro e schiaccio…

Picasso

 

Oh, Picasso? Hai studiato il movimento? Picasso, se io prendo… sei io prendo un canestro e schiaccio, e poi… Picasso? Hai visto la struttura in acciaio? Picasso, gli edifici e il quadrato: è come un’esplosione di cristallo. Picasso, il pallone. L’hai scordato? Picasso, hai messo questo pezzo e io ho segnato. Ho segnato su un trapezio. Picasso, non c’è gara e non c’è tempo. E io gioco con la mano e con il nervo. Mi scompongo, apoteosi di un campetto. Picasso, anche il restauro e il filamento. Tutto ha un posto e un senso nel concetto. Due su due, quattro su quattro: ogni tiro, ogni palleggio è sovrimpresso. Che me ne faccio? Che me ne faccio di un tubo così fesso? Io l’ho visto, tu mi dici: io l’ho visto mentre tu stavi partendo. Terzo tempo, primo passo, arrivo al ferro. Sono ormai contemporaneo e in mutamento. Ho segnato? Ho sbagliato? Gioco fermo? Cosa resta se frantumi il mio possesso? Picasso? Stai ascoltando? Se io prendo un canestro e schiaccio…

Francesco Sarti

Note a bordo campo

Struttura: monopalo cilindrico; tabellone a parte.

Fondo: cemento.

Accesso: libero.

Indirizzo: via Rielta, Mestre – Venezia

(foto di Alessandro Tomasutti)

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