Canestri bollenti sul vulcano Taal

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L’aria è calda, spessa. L’odore è forte, rancido, perchè all’acre aroma dello zolfo si mescola quello della merda (pardon, ma ad ogni cosa il suo nome) di cavalli e asini tutto intorno al campo da basket, che è anche in un certo modo la piazza del paese. Talisay – sì e no un centinaio di abitanti – vive di turismo. Siamo in un’isola al centro di un lago, sulle colline di Tagaytay, 50 chilometri da Manila. Vi si viene a prendere il fresco e a rifiatare dalla frenetica vita imposta dalla capitale.
Da Talisay si sale sulla cresta del vulcano Taal a piedi oppure appunto a dorso d’asino, accompagnati da una guida del posto. Da lì la vista sul cratere, sorta di lago sospeso dentro il lago, in sfida alla legge dei vasi comunicanti. Ci vorrebbe il Salgado di “Genesi”, non il nostro cellulare, per dare un senso fotografico allo spettacolo che abbiamo di fronte.
Scappiamo dalla cornice del cratere prima che arrivino i soliti grupponi molesti di cinesi e coreani. Il cammino si snoda fra i colori della roccia lavica, qualche sprazzo di foresta tropicale e i campi di kamote, la patata dolce che noi chiamiamo “americana”. Dalla terra polverosa sale un certo calore, una specie di riscaldamento naturale. Lungo il sentiero si incrocia anche qualche sbuffo d’aria bollente dal sottosuolo, da Inferno dantesco, perchè il Taal è ancora un vulcano attivo. Poi le baracche col tetto in ondulato, le galline che razzolano, i bambini che giocano scalzi, il maiale nel cortile.
E infine questi due canestri. Non c’è nessuno perchè è domenica mattina e nelle Filippine la domenica mattina si va a messa. Ma mi dicono che nel pomeriggio si gioca, partita vera, campionato. Mi piace pensare a questo campo come ad una House of Pain dove vincere per gli ospiti è una vera impresa. Metti il viaggio in bangka per la trasferta in isola (come quando si andava a giocare a Murano, a Lido). Metti il caldo, l’odore di zolfo, quell’altro odore, la polvere. Mi vedo una squadra che mena, un tifo acceso, ostile, rancoroso, gli arbitri che fischiano da una parte sola. Pandemonium, basket bollente sul vulcano Taal.
Elvis Lucchese
Note a bordo campo
Struttura: tabellone in legno; sostegno in ferro utili al posteggio degli asini.
Fondo: terra battuta mista (a qualsiasi cosa).
Accesso: libero (anche agli asini).
Indirizzo: vulcano Taal, Filippine

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