Mese: febbraio 2016

Come in una Pompei moderna, la lenta rovina di un campo di periferia

catene

 

Non lo noti. Come il tempo che scorre. Come l’aria che inspiri. Con gli anni si è fatto assorbire dal contesto, fino a sparire. Se ne sta immobile e immutabile, senza dare motivi di disturbo. Puoi passarci davanti anche centinaia di volte e non lo scorgerai mai. È un perfetto fenomeno di mimetismo urbano.

Come possa accadere che uno spazio di ventotto metri per quindici, presidiato da due strutture alte perlomeno quattro metri ciascuna, si annulli senza sparire, ha più a che vedere con l’occhio di chi guarda che non con l’oggetto su cui lo sguardo si posa. Continua a leggere

La luce abbaglia, mettiti alla prova: sei a San Francisco

san francisco

 

E’ proprio vero, San Francisco abbaglia. La luce piatta di un tramonto di giugno invade il campetto a pochi passi da Fort Mason. Il rettangolo di cemento si trova ai margini di un pratone consacrato al baseball. In America va così, più o meno ovunque. Dall’altra parte della Baia Steph Curry segna anche dagli spogliatoi, è vero, ma vicino a Embarcadero giocano i Giants e qui in giro non ce n’è uno senza qualcosa di arancione e nero. Che bello, però. Il Golden Bridge sullo sfondo, il tepore delle sette di sera, questa straordinaria luce. C’è un tre contro tre in corso. I ragazzi sembrano bravi, ma niente di trascendentale. Potrei giocare anch’io, forse. Sono passati tanti anni, ma un po’ dell’ignoranza sottocanestro dei tempi del Csi la conservo ancora. Continua a leggere