Semplicemente cento

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Non è un traguardo. E tantomeno un record, figuriamoci. È solo un numero, un bel numero tondo e svelto. Come tutti i numeri può dire e non dire, sottrarsi e sommarsi a qualsiasi interpretazione. Non gli daremmo troppo peso, se fossimo in voi. Non serve nemmeno a farci belli questo numero (e del resto, nessuno al mondo è diventato più presentabile dopo essersi passato la tastiera di un telefono sulla faccia).

Però è così. Sono cento canestri. Non segnati (magari), ma fotografati, raccontati, pubblicati. Il più delle volte svelati del loro anonimato. Forse li abbiamo anche disturbati, molestati, loro normalmente così gelosi della propria solitudine. Noi così assetati di senso, da cercarlo ovunque, soprattutto dove vogliamo che sia.

Potevamo prevedere, programmare, pianificare. Scegliere un bellissimo e scintillante canestro, in una location da sogno, in un momento storico. Non è andata così. Non poteva andare così, perché Canestri di strada non funziona così.

Il post precedente a questo è semplicemente il centesimo canestro pubblicato, tutto qui. Un canestro di montagna. Nemmeno così in rovina, anzi perfino e insensatamente ben tenuto. Chissà che storia c’è dietro quel canestro di trequarti, con le cime sullo sfondo. Niente, non sprecate energie inutilmente. Niente, se non quello che appare. Passavamo di lì. Nulla più.

Si sarà ormai capito che Canestri di strada non è un progetto, non ha una meta, non ha uno scopo. È insopportabilmente privo di quelle dorate intuizioni che sono richieste dal nostro tempo, che adora rincorrere cervelli in fuga, che si innamora di geniali start-up del giorno dopo, che pende dalla tastiera dello smart-blogger di turno.

E siccome siamo in tema di numeri, non crediate che non vi conti, però. Sì sto parlando di voi, che leggete e guardate da queste parti. So più o meno chi siete, da dove arrivate, dove risiedete a grandi linee. Non siete nemmeno pochi e sempre troppi, ad essere sinceri. Tanto vi dovevo. Ma state tranquilli, non ci sarà un post per i 200, è una promessa, né un’insensata corsa al 1.000 e non più 1.000.

Qualche novità, però, quella sì. Ci regaleremo a breve un incredibile reportage dalle Filippine (possibile solo grazie allo sguardo profondo di Elvis Lucchese, viaggiatore contemporaneo di un’altra epoca) dopo il quale Canestri di strada potrebbe anche chiudere. E forse qualche altra iniziativa. Ma non è nemmeno detto. Dipenderà dal giro che fa, da come tira il vento. Quello di stanotte, ad esempio, gonfia il cielo da far paura.

Alessandro Tomasutti

Post vistum

I più avveduti tra i lettori avranno sicuramente notato la dotta citazione rappresentata nella foto. Questa immagine in realtà non è che una rudimentale imitazione dell’immortale scatto che ritrasse Wilt Chamberlain al termine dell’incontro tra Philadelphia Warriors e New York Knicks (quando a Philadelphia e New York c’erano ancora due squadre basket serie) nel quale stabilì il record individuale di punti segnati in un solo incontro di Nba (cento, appunto). Inizialmente l’idea era di riutilizzare in parte la foto originale, pescando a mani libere dalla rete, ma la paura fottuta di ritrovarsi nella casella di posta una diffida dell’avvocato dell’Associated Press, lautamente pagato per tutelare il loro diritto d’autore, ci ha fatto propendere per questa soluzione. Più ingegnosa e decisamente più simpatica.

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