Reportage. Filippine, la terra dove crescono i canestri

Fil5_Rep_boracay_beachaccess

 

Ci sono due Paesi al mondo che un appassionato di basket dovrebbe obbligatoriamente visitare prima di morire: gli Stati Uniti e le Filippine. Gli Stati Uniti perché hanno inventato il basket. Le Filippine perché ne hanno fatto una religione.

Fil6_Rep_Moalboal whitebeach

Per Canestri di Strada questo reportage è quasi un punto di non ritorno. «Una volta stato qui, dovresti chiudere il blog» – è stato l’ammonimento che Elvis Lucchese mi ha fatto pervenire insieme a queste immagini. Parole che suonano come un’oscura profezia, ma la cui mistica si dispiega limpidamente nelle foto di questo post.

canestro barangay poblacion copia

Non c’è altro luogo al mondo dove i canestri fanno parte dell’ecosistema né più né meno delle piante, della terra, dell’acqua. I canestri qui non si montano, spuntano da sé, crescono letteralmente tra le baracche, sotto i grattacieli, nel folto della foresta tropicale. 

Fil1_Rep

Spurgano dai muri, si innestano agli alberi, si abbandonano alla compagnia di rottami affastellati, carretti scassati e cani randagi. Sono una forma di vita autonoma, che ha invaso una ad una ad una le settemila isole dell’arcipelago filippino.

Fil4_Rep

Fil3_Rep

Fil2_Rep

I filippini sono talmente pazzi per il basket che a più riprese hanno tentato di riscriverne le regole. Negli anni Sessanta riuscirono persino a convincere la federazione internazionale a sperimentare i canestri all’altezza di dodici piedi (3 metri e 61 centimetri), convinti (e non del tutto a torto) che alzando il ferro avrebbero annullato lo svantaggio che madre natura ha loro riservato in termini di statura. Sempre loro hanno proposto di fissare un limite all’altezza dei giocatori e poi di organizzare competizioni per categorie d’altezza.

Fil7_Rep_moalbal_Petbabiera

Nulla può fermare il tormento dei filippini per la pallacanestro. Nemmeno i monsoni, come testimonia uno scatto magistrale del fotografo filippino Aaron Favila, che da solo racconta l’anima di un popolo intero. Nulla li può fermare, tantomeno la distanza, che per molti emigranti filippini significa invadere i campetti di periferia a ogni ora del giorno anche in Italia, da Torino a Milano, da Bologna a Mestre.

Fil8_Rep_Moalbal_Barangaywest

Se c’è un luogo al mondo dove esplorare il confine tra la mistica e il basket (che i gesuiti contribuirono a diffondere di isola in isola), tra lo sport e la religione, tra il gioco e il rito, bisogna avere il coraggio di venire qui, nella terra dove crescono i canestri.

Foto di Elvis Lucchese

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...