Sui canestri di Todi, dove aleggia la leggenda del “parroco volante”

Todi 3

Il campetto si trova dietro la chiesa di San Fortunato, nel punto più alto di Todi. Luogo nobilissimo, a pochi metri dalla Rocca, offre una delle viste più spettacolari che l’Umbria possa offrire. I canestri non danno l’idea di essere stati usati molto. Il fatto che non posseggano più le retine, e che uno dei due abbia perso il tabellone, fa pensare allo sfregio lontano di qualche studente annoiato, che nessuno ha ritenuto di dover riparare.

Devono aver visto pochi palloni, quei canestri, e pochissime schiacciate. Eppure i vuoti della struttura, il cielo sullo sfondo, l’essere stati messi sul punto più alto della città scatenano le associazioni di idee.

Via Abdon Menicali, pioniere dell’aviazione, 1827-1881“. La vecchia targa è affissa su una delle case di Todi, in una zona abbastanza centrale da far pensare a un tuderte che fece parlare di se’ già in tempi lontani. 

Ma chi è, questo Abdon Menicali? Gli smartphone, purtroppo o per fortuna, permettono di togliersi presto le curiosità. “Menicale Abdon. Frate, poi prete a Turrita di Montefalco e patriota. Sogno’ tutta la vita di poter volare“. È lui, nonostante il refuso è lui. Un prete umbro, patriota in un’epoca in cui il cattolicesimo abiurava l’Italia e Roma capitale, per giunta pioniere dell’aviazione, almeno cinquant’anni prima che i tentativi dei fratelli Wright sortissero qualche successo. Cosa può aver mai combinato, questo prete?

Un’altra ricerca ed emergono alcune perle. In vernacolo umbro, tra l’altro. “Na vorta se buttò, co’ una de quille macchine, che lue éa ‘nvendato, dal cuppolone de la Conzolazzione e fune un miragolo de Dio che se ruppe sortanto ‘na gamma. A l’incirca ‘ntel 1850 anniete a abbità a Fuligno e tullìne facette vari sperimenti co’ areomobbili strane. Pe’ quista ficcenna de volé volà a tutti li costi, venìa jamato “il prete volante”. Facette ‘l parroco a Romazzano, frazzione de Todi“.

Ancora.Nel 1857 arcominciò a fa’ li sperimenti, sembre doppo la messa dimenicale e co’ li parrocchiani spettatori, se buttàa jù dal cambanile verso li campi. Nel 1860 se misse a spalleggià ‘l plebiscito e propio in quil periodo realizzò ‘l proggetto del suo apparecchio, che jamò “il telaquilio” e che fu, purtroppo, distrutto doppo che lue morse. Da li disegni, che ha lassato, se vede che nun dovéa esse molto londano, comme idea, da li velivoli a motore“.

Che uomini eccezionali c’erano, nell’Ottocento. Don Abdon era un pazzo, forse. Di certo un sognatore e probabilmente un genio, se è vero che venne poi riconosciuto come precursore dell’aviazione. Chissà da dove gli era venuta la curiosità. Forse dalla leggenda che vuole Todi fondata nel luogo in cui un’aquila deposito’ una tovaglia rubata agli operai che stavano lavorando li’ vicino. O forse dalle mille domande che possono venire guardando il cielo. Anche attraverso lo scheletro di un canestro, se solo si decidesse, ogni tanto, di staccare gli occhi dallo smartphone. 

Simone Battaggia

 

Note a bordo campo

Struttura: ferro

Fondo: cemento

Accesso: libero

Indirizzo: Parco della Rocca, Todi – Perugia

 

Foto di Simone Battaggia

 

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