Canestri e fantasmi a Venezia

canestro-fantasma

Venezia, ora dei fantasmi. Non si gioca se non al buio. Palloni bianchi.

Non esiste l’infrazione di passi. Si segna sempre quando è troppo tardi. S’indovinano campi, trasparenze. Negativi di anime.

Spuntano luci, dalle finestre. Bagliori di grate. Roba vecchia di secoli, leggende imprigionate. Questa sera escono fuori le case. Diventano basket.

Un canestro è l’ombra dell’altro. Prospettive sfalsate. Non ci sono ribaltamenti di fronte. Ci si sfida sul lato.

Decidi tu da che parte stare. Ma assicurati di non essere qui, di esserci solo stato. Svoltando per sbaglio, smarrito in un attimo. Quando te ne andrai, tutto sarà scomparso.

E sarà ancora Venezia, con un altro passato.

Francesco Sarti

Note a bordo campo

Struttura: fantasma

Fondo: fantasma

Accesso: sconosciuto

Luogo: San Francesco della Vigna, Venezia

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