In Istria, viaggio nel canestro del Mediterraneo (2) – Tre piccole case colorate

Trusk 1

Sulla mappa dei dintorni di Marezige, Trusk è segnato come un centro abitato ragguardevole. Chi ha disegnato quella cartina però è stato molto puntiglioso o per lo meno generoso. I quadratini colorati corrispondono davvero agli edifici presenti lungo la strada e forse ce n’è qualcuno in più. Se non ci fosse il cartello poi, sbilenco e quasi accartocciato, sul ciglio della strada, difficilmente ci si accorgerebbe che si sta passando per di qui.

Trusk si annida appena oltre una delle catene collinari che dividono in serie la piana di Capodistria dal confine con la Croazia. Ogni catena ha il suo crinale, dal quale la vista spazia a piacimento per centinaia di chilometri, seguendo le montagne che verdeggiano all’interno fino ad appiattirsi nel riflesso argenteo del mare.

Dal quadrivio in cima al crinale, si sbuca tra le case di Trusk e il campo da basket, impeccabile sia per le strutture che per il fondo, è probabilmente lo spazio edificato più grande del paese. Da lì si diparte un dedalo di stradine che potrebbe ingannare anche l’occhio del viaggiatore più esperto. Solo poche di esse portano davvero da qualche parte; alcune invece si disperdono nei boschi e spariscono dietro le spalle come se non fossero mai esistite.

Qualcosa di fiabesco aleggia anche attorno alle tre minuscole case, rosa, gialla e verde, che Mateja ha recuperato alle porte di Trusk. Ognuno di questi tre edifici di campagna è dedicato ad un prodotto: uova, pane e latte. Sono i beni primari che le donne di Trusk, per portare qualche soldo a casa, andavano a vendere a Trieste. A piedi. Quasi cinquanta chilometri di salite e discese per andare e altrettanti per tornare.

Per ricordare meglio il senso della loro fatica, Mateja ha pensato che le tre case dovessero ricreare il più possibile le condizioni di vita dell’Istria rurale del tempo. Quindi, niente elettricità, né acqua corrente. Ad ogni ospite viene fornito un piccolo kit, con una mini torcia per orientarsi di notte e una bacinella di acqua per sciacquarsi (il bagno in comune, curatissimo, ad ogni buon conto è a pochi metri di distanza).

Il messaggio è forte e chiaro e molti lo apprezzano, arrivando fino a qui apposta per privarsi di comfort che ormai nessuno metterebbe in discussione. Per tutti, il limitato disagio si stempera rapidamente al pensiero di quelle donne e del loro quotidiano coraggio. 

Alessandro Tomasutti

(In Istria, viaggio nel canestro del Mediterraneo. 2 – continua)

Note a bordo campo

Struttura: monopalo. 

Fondo: cemento.

Accesso: libero (struttura scolastica)

Indirizzo: Trusk, Koper – Slovenia

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