In Istria, viaggio nel canestro del Mediterraneo (8) – La città invisibile

sanvincenti

Sanvincenti più che un paese, è un miraggio al contrario. In questo punto l’Istria è stranamente piatta e potrebbe capitare di passarci senza nemmeno accorgersene, per Sanvincenti. Qui il cielo sovrasta la terra e l’orizzonte è continuamente a due passi. La città è lì a portata di sguardo, eppure si nasconde. Sai che c’è, ma non la vedi.

Le nuvole sembrano poter calare per sempre sulla terra, enormi e verticali. Incombono sul campo da basket sulla strada principale. È questo il vero punto di riferimento, non lo si può non notare. Da qui si capisce che è il caso di fermarsi.

Ci sono canestri originali, qui a Sanvincenti. Sembrano rispettare un senso delle proporzioni tutto particolare. L’anello infatti è fissato quasi al centro del tabellone, che non ha la forma di un rettangolo, ma è curiosamente quadrato. Solo gli immancabili nomi tutti storti, le sigle da iniziatici, le dichiarazioni d’amore e di guerra scritte a pennarello, lo rendo esattamente uguale ai canestri di ogni altra parte del mondo.

Forse è proprio una questione di proporzioni e prospettive. Forse perché Sanvincenti gravita attorno all’unica piazza a pianta rinascimentale di tutta l’Istria. Una volta al centro, tutto potrebbe essere perfetto. Potrebbe.

Nel cuore della piazza una berlina di marca tedesca staziona a porte e baule spalancati. Di traverso, così da evitare ogni equivoco. Dagli altoparlanti rimbomba la più dozzinale musica elettronica commerciale immaginabile. La berlina è stata lavata da poco e si sta asciugando nel bel mezzo della sezione aurea.

Un uomo corpulento sulla quarantina aspetta in piedi all’ombra del palazzo, sotto il profilo gentile delle bifore. Accanto a lui, un altro uomo, anziano, se ne sta seduto con un bastone piantato tra le gambe. Ogni tanto parlano tra di loro, solo brevi scambi. Al centro della piazza fa molto caldo. La berlina evapora a poco a poco. 

Ad un certo punto l’uomo corpulento si muove verso la macchina, accende il climatizzatore e chiude le porte. La musica si attutisce. L’uomo torna all’ombra del palazzo. Dieci minuti più tardi, l’uomo entra nella macchina, finalmente asciutta, e se ne va. Quello anziano è sempre lì, all’ombra, con il bastone piantato tra le gambe. La piazza è vuota adesso, ma il sole continua a battere forte. 

Alessandro Tomasutti

In Istria, viaggio nel canestro del Mediterraneo (8) – continua

Note a bordo campo

Struttura: a traliccio, con tabellone quadrato

Fondo: cemento

Accesso: libero

Indirizzo: Strada 5190, Svetvinčenat, Croazia

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