Perché

Danneggiati, arrugginiti, spesso dimenticati.

Ma anche capaci di regalare momenti di svago e qualche piccola emozione.

Tutti così simili, eppure – ve lo assicuriamo – non ce n’è uno che assomigli ad un altro.

A volte palcoscenico di improvvisate imprese sportive di vecchi leoni che si leccano le ferite del tempo in compagnia di qualche amico fidato.

Il più delle volte frequentati da bambini – e dalle loro traiettorie imprevedibili – che ne ignorano la funzione ma ne nobilitano il ruolo.

Bersagli preferiti delle intemperie e soprattutto dei vandali, che li deturpano perchè – senza saperlo – ne invidiano la geometria delle forme e la snellezza dello slancio.

Altre volte sono testimoni di delitti e di squallore. E per questo si nascondono silenziosi all’ombra della notte.

Sono i canestri di strada, sono i campi “da pallacanestro”, che punteggiano le nostre città e i nostri paesi. Defilati e ignorati, fanno però parte integrante del paesaggio urbano da anni, da decenni. Sono molti più di quanti se ne possano ricordare. Ma non lo danno a vedere e per questo la memoria collettiva  e la stragrande maggioranza delle persone ne ignorano l’esistenza.

Per qualcuno invece sono microcosmi di emozioni lontane, echi incompiuti. Promesse di gioventù e di spensieratezze estive. Di quando finiva la scuola e quelle vecchie scarpe da basket venivano buone per andare finalmente “a fare due tiri”. Settembre era lontano e non era mai stato così bello giocare su quel campo come in quel momento.

Canestridistrada vuole fermare lo sguardo su questi luoghi, per farci raccontare da loro qualcosa in più su noi stessi.

Licenza Creative Commons
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Italia.

3 comments

  1. Ohmamma…..scopro questa meraviglia di Blog, tramite un altro Blog….e mi commuovo.
    Ho giocato a basket per 13 anni e amo la poesia, il mondo visto da questi tabelloni è uno degli scenari più originali che io abbia ammirato su WP.
    Complimenti per l’idea e per la poesia dell’insieme.
    Stephy

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