Bologna

Dalla Bolognina al declino di “Basket-city”: il filo rosso che unisce Bologna ai canestri

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A volte le rivoluzioni si fanno per errore. Non veri e propri sbagli, ma piuttosto gesti isolati, a volte parole lasciate cadere, nella speranza inconfessabile che qualcuno le raccolga. Così accadde alla Bolognina il 12 novembre di venticinque anni fa. In una sezione di periferia del Pci, di fronte ad un gruppo di veterani della Resistenza, toccò ad Achille Occhetto far capire che il partito doveva intraprendere nuove strade. Alla domanda se le sue affermazioni presagissero persino ad un cambio di nome, il segretario rispose: “Fanno presagire tutto”.

Tre parole, non di più, pronunciate proprio a due passi da questo campo da basket. E del resto, Bologna e basket hanno sempre fatto rima, a dispetto di qualsiasi legge della fonetica. Il filo rosso di questa città, passa anche da qui. Il canestro nella foto c’è ancora, attorno sembra non sia cambiato nulla rispetto a venticinque anni fa, ma solo in apparenza. Allora Bologna non viveva le crisi di identità che avrebbe attraversato negli anni a seguire. Nessuno avrebbe potuto immaginare che un giorno il partito erede di quella storia sarebbe stato travolto da scandaletti di provincia, portando fino al commissariamento del Comune. Continua a leggere