Canestri nascosti

In Istria, viaggio nel canestro del Mediterraneo (6) – La perfezione dell’insieme

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È tutto un brulicare attorno alle rovine. Il termitaio umano risale il profilo degli archi e circonda la cavea, franando dal costone di roccia e asfalto. Figure anfibie in infradito strisciano e si insinuano tra gli anfratti millenari. Le pietre, indifferenti, assistono alla colata di membra in attesa che la sera le disperda.  Continua a leggere

In Istria, viaggio nel canestro del Mediterraneo (3) – L’olio istriano e il paradosso sloveno

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Capodistria è incastonata in un angolo impazzito del Mediterraneo. Qui il clima è mite quasi quanto quello di un’isola greca d’inverno e assolato come quello della Costa azzurra d’estate. Non a caso la vite e l’ulivo sono i due caposaldi dell’agricoltura locale e qui si produce da secoli uno degli oli di oliva più a nord del mondo. Andrej, il marito di Mateja, è produttore e al contempo esperto degustatore di olio d’oliva. Ma, né l’una né l’altra, sono la sua occupazione principale. Continua a leggere

Capolavoro a cielo aperto in cerca d’autore

Campo da basket in riva al mare

Forse bisognerebbe dar retta a Predrag Matvejevic, moderno cantore e classificatore del Mare Nostrum, che nel suo “Breviario Mediterraneo” invita ad astenersi dal descrivere luci e colori che parlano già da sé. “Le albe e i crepuscoli sono stati paragonati ad ogni sorta di fenomeni. E’ la ragione per cui non oso parlarne. Meglio di chiunque altro le conoscono i pescatori e i marinai, che hanno maggior titolo di farlo: allo spuntar dell’alba il mare e il cielo sono dello stesso colore, tanto è difficile distinguerli uno dall’altro”. Continua a leggere

Il fantasma del Circus: Palladio, l’Inghilterra e un canestro che forse non c’è

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E’ uno di quei posti che tutti sanno dove si trova, ma in pochi ci sono stati. «Non certo perché gode di brutta fama. Ma no, figuriamoci. E’ solo che non c’è mai stata occasione…» Fino al giorno in cui succede. Chiariamoci: camminare per il Circus, sub-quartiere di Chirignago nella cintura periurbana di Mestre, non è come farlo in centro città il sabato pomeriggio. Il passo spensierato deve lasciare il posto a falcate diritte, movimenti sicuri delle braccia e sguardo che mira un punto indefinito. In periferia il linguaggio del corpo è una cosa seria. Continua a leggere

Il campo abbandonato nel cuore di tenebra

Canestro all'aperto - Liceo Franchetti Mestre - Venezia

 

Sembra il rostro capovolto di una galea incagliata dove un tempo forse c’era la laguna. Non c’è traccia di linee, aree, lunette. Nessun canestro dalla parte opposta. Il tabellone vuoto non ha più nemmeno l’anello. E’ solo. Un corpo estraneo, mutilato. L’orbita bianca di Polifemo, che cerca Nessuno intorno a sé.  

Un faro senza navi da condurre. 

Tempo fa era probabilmente il canestro del campo all’aperto del liceo classico di Mestre, il Franchetti. Oggi ne rimangono solo le rovine. Vestigia dietro alle quali la vegetazione incombe, non si sa se per proteggerle o per soffocarle.

Nessun fiume Congo da risalire e nessun Mister Kurtz da ritrovare. Eppure raggiungerlo può essere un’esperienza misteriosa. Quando lo si scopre, al di là di un cancello miracolosamente risparmiato dalla robinia, appare alle spalle, esattamente dove non si immaginava che fosse.

Forse un giorno qualcuno lo ritroverà nel folto della radura. Unica testimonianza di una civiltà scomparsa molti anni prima.

Alessandro Tomasutti

 

Note a bordo campo

Fondo: impraticabile; invaso dall’erba.

Canestri: ruggine diffusa sulla struttura portante; tabellone senza quadro di riferimento; assenza di anello.

Accesso: interdetto dall’esterno; raggiungibile solo dal cortile posteriore del Liceo Franchetti.

Indirizzo: Corso del Popolo 82, Mestre – Venezia

L’isola dei canestri dimenticati

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E’ uno dei campi da basket più nascosti e meno raggiungibili di Venezia.

Per trovarlo abbiamo attraversato la mostra dedicata nel 2013 all’artista inglese Marc Quinn, spingendoci in uno dei cortili del complesso che ospita la Fondazione Cini sull’Isola di San Giorgio.

Il fondo è diviso in due da una rete metallica, di quelle utilizzate per i cantieri. Alle spalle di uno dei due canestri incombe un bassorilievo che raffigura San Giorgio nell’atto di infilzare il drago. Il tabellone in legno dalla parte opposta è funestato dalle intemperie e il ramo spezzato di un albero ne è diventato parte integrante.

Nel cortile abbandonato di un complesso che sembra chiaramente essere stato un collegio giovanile, questo campo permane a dispetto di tutto. Non una sola ragione ne giustifica oggi la presenza. Essenzialmente esiste, in un tempo indefinitamente sospeso.

Alessandro Tomasutti

Note a bordo campo

Fondo: linee di delimitazione non presenti; non praticabile, ostruito da recinzioni.

Canestri: tabelloni in legno, con distacchi della struttura portante e fessurazioni; retine assenti.

Accesso: interdetto (proprietà privata, Fondazione Cini).

Indirizzo: Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia