Croazia

In Istria, viaggio nel canestro del Mediterraneo (Intro)

 

intro istria cds 1

Sarà per quella sua forma, che ricorda proprio un canestro da basket, proteso in cima al Mediterraneo. Le montagne che descrivono l’anello, partendo dall’estremità delle Alpi per arrivare al Velebit. La retina, invece, che scende a sud, stringendosi fino a Premantura, come un enorme imbuto infilato nell’Adriatico. Continua a leggere

Annunci

Il canestro nella terra di nessuno dove i confini si dissolvono

Dragonja

I confini dipendono da che lato li guardi. Prendete ad esempio quello tra Slovenia e Croazia. Quando si transita tra le due repubbliche della ex-Jugoslavia, Schengen non vale ancora (alla libera circolazione delle persone la Croazia dovrebbe aderire nel 2016). Eppure le due facce della stessa medaglia non potrebbero essere più diverse. Continua a leggere

Viaggio nei Balcani (2). Un insano desiderio, in fila sulle mura di Dubrovnik

Campo da basket Dubrovnik

 

C’è sole. Tanto sole. E caldo. Tanto caldo. Si suda, inarrestabili.

Le mura di Dubrovnik sono l’epitome del turismo di massa. Il luogo dove non ci si può non fermare ogni due passi a fotografare. Da una parte il mare blu della Croazia, dall’altra le pietre levigate, bianchissime, della città fortificata. E scorci, tetti, balaustre.

Ci sono visitatori ovunque. Nascosti nelle torri di guardia, a indovinare l’angolo giusto del paesaggio, oppure stremati sotto il tendone di un bar, a risorgere di spremuta. Certuni si appollaiano anche nei sottoscala, quelli freschi, ventilati, degli avamposti panoramici, altri impallano le foto pazientemente preparate dai consimili, con pose, sorrisi, l’isolotto alle spalle. Continua a leggere

Capolavoro a cielo aperto in cerca d’autore

Campo da basket in riva al mare

Forse bisognerebbe dar retta a Predrag Matvejevic, moderno cantore e classificatore del Mare Nostrum, che nel suo “Breviario Mediterraneo” invita ad astenersi dal descrivere luci e colori che parlano già da sé. “Le albe e i crepuscoli sono stati paragonati ad ogni sorta di fenomeni. E’ la ragione per cui non oso parlarne. Meglio di chiunque altro le conoscono i pescatori e i marinai, che hanno maggior titolo di farlo: allo spuntar dell’alba il mare e il cielo sono dello stesso colore, tanto è difficile distinguerli uno dall’altro”. Continua a leggere