Reggio Emilia

Al centro del “Buco”: tra carte e canestri su un confine che non c’è più

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Questo posto non si chiamerebbe proprio così. Con il tempo un malcelato senso del pudore lessicale lo ha declinato dal femminile al maschile. Da “Buca della Signora” a “Buco del Signore”. E non è che suoni molto meglio, a dirla tutta.

Del resto a Reggio Emilia e dintorni l’orecchio del forestiero si imbatte spesso in toponimi che altrove suonerebbero licenziosi. Pappagnocca, La Brugna, Sesso, Busana, fino a – questa sì inequivocabile – Torre del Bordello, in pieno centro città. Non tutti questi nomi discendono da etimologie libertine, anzi quasi nessuno, ma il solo fatto che abbiano resistito fino ad oggi, celandosi dietro le loro ambiguità, dice qualcosa del posto dove ci troviamo. Continua a leggere