Venezia

Di là dal ponte, il richiamo dei tiri proibiti

Campo da basket a Santa Marta

 

Trent’anni fa, di là da quel ponte di legno, era zona off limits. Vietato andarci, specie noi bambini. Zona pericolosa, angolo periferico di Venezia, zona di tossici, malviventi e chissà quali altri pericoli. Ma il richiamo di quel rettangolo e di quei due cerchi miracolosamente appesi ai rispettivi tabelloni era troppo forte. E allora in gruppo ci si dava coraggio.

Di nascosto dai genitori, scarpe di tela ai piedi, pallone Mikasa di proprietà del bambino viziato della compagnia, si andava. Era deserto allora quel campo. Nessuno ci giocava. Intorno sostavano un po’ di balordi, mentre su di un lato incombeva la facciata lugubre dell’asilo dei poveri, vuoto di giorno ma tristemente animato la sera. Continua a leggere

Un piccione seduto su un canestro del Lido riflette sulla Mostra

Campo da basket Lido di Venezia

 

Quando ho visto il campo da basket raffigurato nella foto non sapevo alcune cose, ad esempio:

che Viggo Mortensen ha 55 anni, è ossigenato ed è figo;

che ciò fa impazzire le sue giovani ammiratrici, generando nel contempo l’odio dei suoi consimili (me compreso);

che Al Pacino di anni ne ha 74, è tinto di nero e si accompagna brillantemente con una donna che ne ha la metà;

che ciò fa impazzire le sue giovani ammiratrici, generando nel contempo l’odio dei suoi consimili (me compreso); Continua a leggere

Il museo della follia che riporta tutto alla normalità

Campi da basket a San Servolo

 

Mania senzafurore. Lipemania con stupore. Melanconia semplice. Pazzia circolare. Monomania intellettuale. Le definizioni delle follie incuriosiscono più che inquietare. I volti immortalati esprimono tristezza più che minaccia. Ben più sinistri invece appaiono gli strumenti di “cura”, dalle docce gelate alle camice di forza. Tra i corridoi di questo museo della follia si riscopre un microcosmo di dolore la cui memoria sarebbe facilmente stata sopraffatta dalla bellezza che circonda l’Isola di San Servolo.

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L’isola dei canestri dimenticati

Immagine 126

E’ uno dei campi da basket più nascosti e meno raggiungibili di Venezia.

Per trovarlo abbiamo attraversato la mostra dedicata nel 2013 all’artista inglese Marc Quinn, spingendoci in uno dei cortili del complesso che ospita la Fondazione Cini sull’Isola di San Giorgio.

Il fondo è diviso in due da una rete metallica, di quelle utilizzate per i cantieri. Alle spalle di uno dei due canestri incombe un bassorilievo che raffigura San Giorgio nell’atto di infilzare il drago. Il tabellone in legno dalla parte opposta è funestato dalle intemperie e il ramo spezzato di un albero ne è diventato parte integrante.

Nel cortile abbandonato di un complesso che sembra chiaramente essere stato un collegio giovanile, questo campo permane a dispetto di tutto. Non una sola ragione ne giustifica oggi la presenza. Essenzialmente esiste, in un tempo indefinitamente sospeso.

Alessandro Tomasutti

Note a bordo campo

Fondo: linee di delimitazione non presenti; non praticabile, ostruito da recinzioni.

Canestri: tabelloni in legno, con distacchi della struttura portante e fessurazioni; retine assenti.

Accesso: interdetto (proprietà privata, Fondazione Cini).

Indirizzo: Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia