Viaggio nei Balcani

Viaggio nei Balcani (3). La collina sopra il viale dei cecchini

Campo da basket a Sarajevo

 

Nel basket un cecchino è un tiratore da tre. A Sarajevo un cecchino è un cecchino. Esiste una strada, si chiama “Zmaja od Bosne”. Collega il centro storico con l’aeroporto. Di suo, è un’arteria di scorrimento come se ne vedono tante: auto, semafori, grattacieli. Ma vent’anni fa era un’altra cosa. Qui è ricordata come “il viale dei cecchini”. Un posto in cui, da qualsiasi parte ti voltassi, ti sparavano. Dalle montagne, dalle pendici degli edifici, dai muri. Ogni giorno. Per quasi quattro anni, tanto durò l’assedio, dal ’92 al ’95.

Avevi un bell’attraversare, anche tu. In cerca di acqua, viveri. Il mercato era sotto tiro di mortaio, i serbi erano pure lì. Ma da qualche parte bisognava andare. Le ortiche, per quanto buone, non bastavano più. La tua casa, nel frattempo, si era ristretta. La cucina era diventata la stanza più importante, anche perché era l’unica. Il resto era stato bombardato. Per il viale campeggiava un cartello: “Pazi snajper”. Attenzione: cecchino. Ancora. Sempre. Continua a leggere

Viaggio nei Balcani (2). Un insano desiderio, in fila sulle mura di Dubrovnik

Campo da basket Dubrovnik

 

C’è sole. Tanto sole. E caldo. Tanto caldo. Si suda, inarrestabili.

Le mura di Dubrovnik sono l’epitome del turismo di massa. Il luogo dove non ci si può non fermare ogni due passi a fotografare. Da una parte il mare blu della Croazia, dall’altra le pietre levigate, bianchissime, della città fortificata. E scorci, tetti, balaustre.

Ci sono visitatori ovunque. Nascosti nelle torri di guardia, a indovinare l’angolo giusto del paesaggio, oppure stremati sotto il tendone di un bar, a risorgere di spremuta. Certuni si appollaiano anche nei sottoscala, quelli freschi, ventilati, degli avamposti panoramici, altri impallano le foto pazientemente preparate dai consimili, con pose, sorrisi, l’isolotto alle spalle. Continua a leggere

Viaggio nei Balcani (1). A Kalemegdan, nella fortezza del basket tra storia e canestri

Fortezza Kalemegdan Belgrado

A Belgrado può succedere di tutto. Anche di incontrare Batman (o un tizio vestito da, fa poca differenza) in missione notturna sul ponte che scavalca il Danubio, mentre dall’acqua riecheggiano le note delle più strane discobar mai viste: una fila di chiatte attraccate alla sponda del fiume e convertite in locali alla moda, ognuna con un proprio tema musicale, dalla techno al pop, dal jazz al soul, preferibilmente live.

Non c’è peraltro da sorprendersi: Belgrado è la città della commistione, a cominciare dalla foggia dei suoi palazzi, un singolare mix di stili in cui ordinati edifici asburgici fissano perplessi polverosi esemplari dell’era socialista. Continua a leggere