campi da basket

New York post – (1) Canestri in volo sui tetti di Manhattan

rooftop

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di Francesco Sarti

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A New York non esistono i tetti. Ci sono solo le sommità. I grattacieli sembrano calvi e, se finiscono, finiscono in uno slancio, che è poi il senso di una cuspide. Qualcuno di imprecisato, dall’alto (per forza dall’alto), ha deciso di piazzare su uno di questi un campo da basket. Motivo ignoto, se non che si gioca ovunque, ad ogni livello, basta provarci. Continua a leggere

Questo non è mai riuscito neanche a Michael Jordan

arcobaleno

Hai sentito che caldo arabo? Un giugno così c’è stato solo nel ’96. L’anno della maturità. Ricordi?

E come se ricordo. Per una sana educazione bisogna evitare gli eccessi. Plutarco, traduzione di greco. Mancava un fottuto iota sottoscritto. E tutti a spaccarci la testa su un aoristo che non esisteva.

Altri modi. Altri tempi. Quell’anno Milano, con Tanjevic, Bodiroga e Gentile (padre) vinceva lo scudetto.

E la tua adorata Fortitudo coglieva la prima di una gloriosa serie di sconfitte.

È vero. Però ci giocava il mio idolo Sasha Djordjevic, ma non andiamo oltre. Altrimenti penso ai Johnson-Odom e ai Tony Mitchell di oggi e mi viene da svuotare una scatola di Prozac.

Dimmi allora. Continua a leggere