campo basket

Viaggio nei Balcani (5) Sarajevo, dove un tiro sbagliato può ridestare il cuore del mondo

2014-08-07 22.22.26

 

Basta poco, per superare le sbarre e la rete metallica. Non coprono tutto il campo, e il cancello, sul lato sguarnito, è facile da scavalcare. Forse ci giocano – o ci giocavano, viste le condizioni – gli alunni di una scuola. Forse non facevano rumore.

Perché qui dietro si prega. Prima le abluzioni, poi i calzari, infine le ginocchia, il pavimento, e Allah. La moschea è in restauro, ma agibile. E tutti si radunano, coi propri destini, ad abbracciare fedi silenziose, intoccabili. Continua a leggere

Se una sera d’estate un camminatore

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Non posso farci niente se le ore più belle per me sono quelle al calar della sera. Il rumore delle serrande dei negozi che si abbassano. Le commesse che inforcano le biciclette. I camerieri che asciugano gli ultimi bicchieri seguendo con sguardo distratto i pochi passanti. Qualcuno fuma seduto su uno sgabello fuori da un bar, mentre il tram sferza la rotaia e riparte.

Quasi nessuno cammina a quell’ora in città. Al più la gente si sposta o rientra. Eppure è istruttivo attraversare quella terra di mezzo durante la quale tutti stanno facendo qualcos’altro, come spogliarsi, amare, lavarsi, cucinare, litigare, mangiare, distendersi. Attraversando d’estate la città, in questo tempo sospeso, si scoprono cose che diresti mai. Continua a leggere