canestri

Stasera in via Piave si mangia indiano

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Ogni volta mi allunga il volantino dei piatti e ogni volta mi dice che posso tenerlo. Ci vado spesso, ma non così di frequente. Ci vado quando vogliamo mangiare indiano. Se avessi conservato tutte le copie che mi mette regolarmente in mano, a casa avrei riempito un intero armadio solo di quelli.

In verità non so nemmeno come si chiama, eppure frequento il suo locale da tempo immemore. Perlomeno da quella sera di maggio del 2005, che ricordo sempre con piacere, della finale di Champions League tra Milan e Liverpool. Continua a leggere

Semplicemente cento

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Non è un traguardo. E tantomeno un record, figuriamoci. È solo un numero, un bel numero tondo e svelto. Come tutti i numeri può dire e non dire, sottrarsi e sommarsi a qualsiasi interpretazione. Non gli daremmo troppo peso, se fossimo in voi. Non serve nemmeno a farci belli questo numero (e del resto, nessuno al mondo è diventato più presentabile dopo essersi passato la tastiera di un telefono sulla faccia).

Però è così. Sono cento canestri. Non segnati (magari), ma fotografati, raccontati, pubblicati. Il più delle volte svelati del loro anonimato. Forse li abbiamo anche disturbati, molestati, loro normalmente così gelosi della propria solitudine. Noi così assetati di senso, da cercarlo ovunque, soprattutto dove vogliamo che sia. Continua a leggere