Chichèn Itzà

Il vero mistero dei Maya e della prima forma di basket della storia

Campo della pelota Chichén Itzà

 

Maledetti Toltechi. Se invece di partire alla conquista dello Yucatan, alla fine del 900 dopo cristo, se ne fossero stati tranquilli sui loro umidi altipiani del nord, la civiltà Maya sarebbe resistita qualche secolo in più, diciamo almeno fino all’arrivo dei Conquistadores. E forse, anche quella forma ante litteram di pallacanestro che i Maya avevano inventato, sarebbe stata più longeva. L’idea (s)tolteca di sacrificare il capitano della squadra vincitrice, alla lunga non poteva certo attrarre stuoli di praticanti, anche se il premio era un posto in prima fila nell’aldilà.

Continua a leggere

Annunci

Due contro due, con le regole dei Maya

Campo allenamento sito Maya di Cobà

 

Ecco un bel campo da due contro due. Non è un refuso né un errore di calcolo. Semplicemente siamo nello Yucatan, mille anni fa o giù di lì. E questo è uno dei primi campi da basket di sempre. O meglio, di quello che – tra i giochi dell’antichità ricostruiti dagli storici – più di ogni altro assomiglia alla moderna pallacanestro.

E’ un campo di allenamento e per le sue ridotte dimensioni si giocava in due contro due. Qui a Cobà, nel pieno della foresta yucateca, crescevano i giocatori destinati poi a sfidarsi a Chichén Itzà, il palcoscenico più prestigioso, il Madison Square Garden dell’era Maya. Dimentichiamo rimbalzi e palleggi, però. Il pallone pesava tra i tre e cinque chili, grossomodo come giocare con la famigerata palla medica, incubo delle ore di ginnastica alle medie.

Il punteggio finale poteva essere uno solo, uno a zero. Al primo canestro la partita si concludeva. Anche perché centrare il cerchio posizionato a quasi quattro metri di altezza doveva essere tutt’altro che semplice. Non solo per il peso del pallone, ma anche perché per colpirlo si potevano utilizzare solo gomiti, anche e ginocchia, fortunatamente preservati da apposite protezioni di cuoio.

A Cobà i rampolli dell’elite si allenavano quindi per diventare campioni, in una sorta di accademia formata dai migliori talenti della penisola. E fino al 1100 d.c. si giocava per il puro gusto dello spettacolo e per omaggiare le divinità celesti. Poi con l’arrivo dei Toltechi cambierà tutto: vincere o perdere diventerà questione di vita o di morte, nel vero senso della parola. E a quel punto le squadre saranno formate esclusivamente dal popolo.

Alessandro Tomasutti

 

Note a bordo campo

Fondo: in terra battuta

Struttura: canestri in pietra ad anello verticale, posizionati a metà del campo sui lati lunghi. Sopra i canestri, le due tribune per gli spettatori.

Accesso: a pagamento (circa 5 euro), per la visita al sito archeologico di Cobà

Indirizzo: Cobà, Quintana Roo – Mexico

 

(foto di Alessandro Tomasutti)