Croazia

In Istria, viaggio nel canestro del Mediterraneo (10) – Il silenzio dei canestri abbandonati

Gracisce

«Perché, per dir così, i conti si sono cucinati il contadino,

tirandogli via la camicia dal culo nudo,

e, sempre per così dire, quei furfanti

si sono presi per avvocato, davanti a Dio, il demonio

con tutti i nomi con cui viene chiamato, sì

quello che ha piantato l’ultimo chiodo alla giustizia

come fosse il crocifisso.

La giustizia, ragazzi, come direbbero i santi,

è un po’ come l’incenso fra le scoregge del diavolo,

per conoscere la Giustizia i poveracci sono già morti!»*

 

Dalla grata si scorge la tunica del prete, stirata, appesa con cura. Tutto è in ordine, l’inginocchiatoio è vuoto. La luce filtra nel sottoportico e la pietra odora di umido e incenso, mentre gli unici passi che posso sentire sono i miei. Continua a leggere

In Istria, viaggio nel canestro del Mediterraneo (7) – La spianata dei canestri bifronti

spianata canestri

Danzano sulle tracce della propria ombra. Ruotano come dervisci ottomani, trascinati da un pianoforte fantasma che riecheggia potente dalle finestre del ginnasio di Pola. Qualcuno sta suonando Chopin. Pochi metri più sotto schiumano gli umori della folla. Qui però il frastuono non arriva. E’ come se i dannati fossero tutti già sprofondati dentro al mare e l’inferno si fosse richiuso dietro di loro. Continua a leggere

In Istria, viaggio nel canestro del Mediterraneo (6) – La perfezione dell’insieme

la perfezione

È tutto un brulicare attorno alle rovine. Il termitaio umano risale il profilo degli archi e circonda la cavea, franando dal costone di roccia e asfalto. Figure anfibie in infradito strisciano e si insinuano tra gli anfratti millenari. Le pietre, indifferenti, assistono alla colata di membra in attesa che la sera le disperda.  Continua a leggere