Krezla

In Istria, viaggio nel canestro del Mediterraneo (10) – Il silenzio dei canestri abbandonati

Gracisce

«Perché, per dir così, i conti si sono cucinati il contadino,

tirandogli via la camicia dal culo nudo,

e, sempre per così dire, quei furfanti

si sono presi per avvocato, davanti a Dio, il demonio

con tutti i nomi con cui viene chiamato, sì

quello che ha piantato l’ultimo chiodo alla giustizia

come fosse il crocifisso.

La giustizia, ragazzi, come direbbero i santi,

è un po’ come l’incenso fra le scoregge del diavolo,

per conoscere la Giustizia i poveracci sono già morti!»*

 

Dalla grata si scorge la tunica del prete, stirata, appesa con cura. Tutto è in ordine, l’inginocchiatoio è vuoto. La luce filtra nel sottoportico e la pietra odora di umido e incenso, mentre gli unici passi che posso sentire sono i miei. Continua a leggere